Pd, Renzi blinda l'Italicum in Direzione. Scontro con la minoranza Dem

Pubblicato il

"Ci metto il carico: la legge elettorale è uno strumento decisivo per l'azione del governo e per la legislatura". Matteo Renzi l'aveva chiarito subito che sarebbe stata "l'ultima Direzione" del Pd sull'Italicum. "A maggio dobbiamo mettere la parola fine sulla nuova legge elettorale, era stata l'indicazione del leader dem. Ed è andata così, con la Direzione che ha votato all'unanimità (120 sì) la relazione del segretario. Ma la minoranza interna, dopo una raffica di interventi di fuoco, ha deciso di non partecipare al voto.

Il premier-segretario, nel suo intervento, mettendo quella che aveva definito una "fiducia tra di noi", aveva lasciato pochi margini all'immaginazione: "Dico subito che sono contro alle esigenze di ritocco e anche di ricatto, poste dalle diverse aree interne al partito. Il ritocco, cioè l'ipotesi di modificare l'Italicum, "sarebbe un clamoroso errore, un azzardo". E se il ritocco era riconducibile per Renzi alla parte più dialogante delle minoranze, il ricatto lo ha intestato ad Alfredo D'Attorre: "Il Pd non è il partito in cui quando non sei d'accordo ti mando sotto con il voto segreto, ma quello in cui quando non sei d'accordo si discute. E' un ricatto, e al ricatto non si risponde". Ma non è tutto, perché il vero carico Renzi lo ha messo accennando all'ipotesi di fiducia alla Camera: "Ne parliamo a livello parlamentare". Con sfumature diverse, quindi, le minoranze interne hanno deciso di non votare in Direzione.

Matteo Renzi

Matteo Renzi

Con tag Politica

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post