Tragedia Germanwings, la Lufthansa si difende: ''Non conosciamo le malattie dei nostri piloti''

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"La Lufthansa non ha informazioni sulle eventuali malattie che colpiscono i suoi dipendenti". Emergono sempre più dettagli sulla grave depressione di Andreas Lubitz, il New York Times ha parlato di un problema agli occhi del copilota e la compagnia tedesca si difende spiegando il regolamento in materia di malattie e idoneità al volo. "Nel caso dei piloti, abbiamo certificati di idoneità, di non idoneità o di idoneità con riserva al volo - dice il portavoce di Luthansa Helmut Polksdorf - l'idoneità al volo viene verificata e certificata ogni anno dai medici specializzati di un'istituzione federale: il Luftfahrtbundesam".

Sono regole generali, precisa, perché delle condizioni di Lubitz non può parlare in quanto "vige, per noi, la privacy sui dati personali anche dopo il decesso". Polksdorf assicura però che "ogni pilota prima di essere assunto da noi affronta un test severo, atto a certificarne le condizioni fisiche e psicologiche. Dopo l'assunzione, che avviene nel caso in cui il test sia superato, i piloti si sottopongono a controlli annuali, cosiddetti medical, che ne testano condizioni fisiche e psichiche". Secondo i media tedeschi Lubitz a giugno si sarebbe dovuto sottoporre proprio a una di queste verifiche sulle sue condizioni per ottenere un prolungamento dell'idoneità al volo.

Intanto continuano le indagini che, precisano gli inquirenti, non si concentrano solo sulla psiche del co-pilota 28enne che ha fatto schiantare l'Airbus contro le alpi francesi, con 150 persone a bordo. Depressione e bugie emergono invece dai racconti dell'ex fidanzata di Lubitz: "Andreas temeva di non poter mai diventare capitano per la malattia che lo affliggeva. Una malattia che ha nascosto agli amici e al datore di lavoro". La ragazza lo rivela in un'intervista al tabloid tedesco Bild. "Un giorno farò qualcosa che cambierà completamente il sistema, e tutti conosceranno il mio nome e se lo ricorderanno". La ragazza, con cui Lubitz ha avuto una relazione durata cinque mesi e tenuta nascosta ai colleghi, ha detto a Bild che il pilota "Non ha mai parlato molto della sua malattia. Solo del fatto che per questo era sotto trattamento psichiatrico", confermando indirettamente che, almeno fino all'anno scorso, durante la loro relazione, Andreas era in cura. La donna ha poi ipotizzato: "Se ha fatto quello che ha fatto, è perché ha capito che a causa dei suoi problemi di salute il suo grande sogno del lavoro per Lufthansa, di diventare capitano e pilota di lunga distanza, era praticamente irrealizzabile".

Secondo altre indiscrezioni il copilota si era sottoposto a un trattamento perché aveva un problema agli occhi che potrebbe aver messo in pericolo la sua capacità di continuare a lavorare come pilota. E' quanto riferito dal New York Times che cita due fonti vicine alle indagini. La rivelazione del possibile problema agli occhi fornisce un nuovo elemento sulla vita del copilota ma non è chiaro quanto grave fosse il problema o se fosse legato alle sue condizioni psicologiche.

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