Slittano i decreti di nomina, bufera sul capostaff

Pubblicato il da Roberta Salzano

Slittano alla prossima settimana le nomine per lo staff del sindaco. È quanto trapelato ieri pomeriggio da palazzo di città. Il collegio dei revisori dei conti non avrebbe dato il parere, per l'assunzione di quattro geometri e nove componenti dello staff, a causa della mancata predisposizione degli atti da parte del responsabile del settore Affari generali Fortunato Rosolia.
Cinque i nomi decisi dal primo cittadino per la categoria D1, in attesa dei rispettivi decreti: Gianluca Terrano (energy manager), Valeria Caliendo (fondi comunitari), Giovannella Melucci (tributi) e Luana Vaccaro (progettazione). Polemica sul capostaff Roberto Manzo, fratello del consigliere comunale Carla Manzo. «Non c'è nessun beneficio diretto da parte mia nell'andare a nominare un soggetto legato da rapporti di parentela con un consigliere comunale - ha spiegato il sindaco Ferraioli - né il consigliere in questione trarrà vantaggio da questa nomina. L'accusa di familismo non sussiste».

«Per quanto riguarda l'indiscrezione sul nome di Roberto Manzo capo staff non ci crederò mai finché non leggerò il decreto di nomina - ha attaccato il consigliere di opposizione Domenico D'Auria - Il sindaco sarà così faccia tosta da nominare il fratello di una consigliera comunale, dopo che per cinque anni ci ha costretto ad ascoltare infinite lezioni di moralità, riferendosi al familismo e clientelismo altrui».

L'avviso pubblico indetto dal Comune ad agosto, per il reclutamento di nove staffisti, prevede tra i requisiti di partecipazione che i candidati non abbiano subito condanne penali né abbiano procedimenti penali in corso. Manzo insieme al cognato, l'ex sindaco Gianpaolo Mazzola, sono stati rinviati a giudizio dal gup Alfonso Scermino per calunnia in concorso. Secondo la Procura Manzo, in qualità di esecutore materiale e l'ex sindaco, nelle vesti di istigatore, avrebbero presentato una falsa denuncia di smarrimento alla locale stazione dei carabinieri. Nel mirino l'assegno bancario di 90mila euro, intestato alla If Man srl, società di mediazione immobiliare ora in liquidazione, di cui Manzo risultava amministratore. Entrambi avrebbero quindi accusato ingiustamente di furto il cliente, che ha poi denunciato l'accaduto.

Fonte: Il Mattino di Salerno del 9 ottobre 2015

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