Olio d'oliva venduto come extravergine, si indaga su 7 marchi

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L'olio di oliva non era extravergine: è la frode in commercio il reato che il pm Raffaele Guariniello, della procura di Torino, contesta ai rappresentanti legali di una decina di aziende del settore. Nel mirino di Guariniello sarebbero finite aziende del calibro di Carapelli, Bertolli, Sasso, Coricelli, Santa Sabina, Prima Donna e Antica Badia. E’ stato informato dell’indagine anche il ministero delle Politiche agricole, Maurizio Martina, che ha commentato: ''Seguiamo con attenzione l'evoluzione delle indagini della procura di Torino, perché è fondamentale tutelare un settore strategico come quello dell'olio d'oliva italiano''.

L’inchiesta è nata a giugno del 2015 con l'arrivo di una segnalazione, inviata a Guariniello in persona, dal mensile Il Test (ex Salvagente). Il periodico, lo scorso maggio, aveva pubblicato un servizio da cui risultava che "ben 9 delle 20 bottiglie fatte analizzare dal laboratorio chimico di Roma dell'Agenzia delle Dogane sono state declassate dal comitato di assaggio a semplici oli di oliva vergine".

Olio d'oliva venduto come extravergine, si indaga su 7 marchi

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