Detriti a Rio Sguazzatoio, il Consorzio non bonifica: dopo la sconfitta al Tar, ricorso al presidente della Repubblica

Pubblicato il da Roberta Salzano

Rimozione dei detriti depositati lungo l'argine del Rio Sguazzatoio, il Consorzio di Bonifica fa ricorso al presidente della Repubblica. Nel mirino è finito il provvedimento di pubblica e privata incolumità del 10 ottobre 2016, con cui il sindaco, Cosimo Ferraioli, ha ordinato al Consorzio l'immediata rimozione dei detriti depositati lungo il lato destro del canale dopo l'esondazione del 2015, e avvisato che in caso contrario si sarebbe proceduto in danno. In prima battuta il Consorzio ha presentato ricorso al Tar, scaricando la competenza sulla Regione, che in una nota ha precisato: la manutenzione e la pulizia del Rio spettano al Consorzio.

A distanza di un anno, dopo aver incassato la sconfitta davanti al tribunale amministrativo, il Consorzio ci riprova con un nuovo ricorso perché ritiene le decisioni del primo cittadino e dell'amministrazione illegittime. E ha chiesto l'annullamento delle ordinanze emesse. La giunta si è costituita in giudizio. 

Sul fronte interno, invece, dopo diciassette mesi i detriti non sono stati ancora rimossi. Secondo l'ultima stima effettuata, gli interventi di somma urgenza si aggirano intorno ai 160mila euro, dei quali una parte servirà a coprire i costi per lo smaltimento e il trasporto in discarica del materiale dragato, affidati un anno fa dal Consorzio all'impresa Ecologia Scafatese. Lavori che l'azienda ha eseguito a metà, nonostante abbia ricevuto diversi solleciti mentre risale al 10 novembre scorso l'ultimo atto prodotto dal primo cittadino insieme al sindaco di San Marzano sul Sarno contro il Consorzio, che ha proposto l'ennesimo intervento tampone, e il rimpallo di responsabilità con palazzo Santa Lucia.

Il Mattino di Salerno del 4 aprile 2017

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