Ex ranger morto, la moglie dice no all'Esercito

Pubblicato il da Roberta Salzano

Una folla composta e silenziosa ha accompagnato il caporal maggiore dell'esercito, Antonio Attianese, in località Orta Loreto, per l'ultimo saluto. L'ex ranger è morto sabato pomeriggio, dopo aver lottato con tutte le sue forze per tredici anni. Durante due missioni in Afghanistan tra il 2002 e il 2003 è stato esposto inconsapevolmente all'uranio impoverito e il tumore non gli ha lasciato scampo. Sabato pomeriggio nella chiesa di Sant'Antonio da Padova don Gerardo Palumbo ha officiato i funerali solenni, otto anni dopo aver unito in matrimonio Antonio e Maria. Il quartiere si è stretto in un caloroso abbraccio intorno ai familiari; presenti militari, ex militari, gli amici di una vita e tanta gente comune che ha appreso il dramma di questa giovane coppia. Durante l'omelia, don Gerardo ha detto: «Non abbiate paura degli uomini, poiché nulla vi è di nascosto che non sarà svelato né di segreto che non sarà conosciuto. E non abbiate paura di quelli che uccidono il corpo, ma non hanno il potere di uccidere l'anima». Poi ha invitato i giovani ad avere fiducia e speranza, che hanno accompagnato Antonio fino alla fine dei suoi giorni, e a vivere nel suo esempio. 

A margine della funzione è stato letto un messaggio dei figli dell'ex ranger, Biagio e Carmen: «Non riusciamo a esserti accanto in questa ultima tua corsa - hanno scritto - ma con te stiamo correndo fin dalla nascita. Riposa tranquillo, con noi ci sarà sempre la mamma. Insieme avete creato la nostra famiglia, che insieme porteremo avanti. Papà sei e sarai per sempre il nostri grande amore. Un giorno ci rincontreremo e ci ameremo sempre». E poi della compagna di una vita, Maria: «Grande amore mio il nostro è solo un arrivederci, otto anni di matrimonio sono stati troppo pochi ma intensi. Hai lavorato duramente per far sì che la nostra famiglia stesse bene e hai lottato fino alla fine per mantenerla unita. Ti amerò per sempre». 

A fare visita alla moglie del militare è arrivato anche il presidente della commissione di inchiesta sull'uranio impoverito Gianpiero Scanu, che due mesi fa ha ascoltato in audizione Antonio, e insieme agli altri membri ha deciso di trasmettere gli atti alla Procura di Roma. «Sono orgoglioso di aver conosciuto Antonio - ha detto - a tutta la commissione ha dato esempio di assoluta lealtà nei confronti delle forze armate». Presso l'abitazione dell'ex ranger è stata recapitata dallo stato maggiore dell'Esercito una corona di fiori, rispedita al mittente dalla moglie Maria. «Non ho bisogno della pietà di nessuno - ha ammonito - questo pensiero non potrà mai compensare tredici anni di assurdo silenzio da parte dello Stato».

Il Mattino di Salerno del 26 giugno 2017

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