Piano di Zona, a casa la cognata di Ferraioli

Pubblicato il da Roberta Salzano

Revocata in autotutela la selezione pubblica per titoli, per l'assunzione di due figure professionali al piano di Zona. L'incarico di esperto amministrativo area contabile era stato assegnato a Fabiola Cataldo, cognata del sindaco di Angri Cosimo Ferraioli.

Nel provvedimento firmato ieri dalla responsabile del piano, Maddalena di Somma, per motivare la decisione è stata richiamata una nota del 12 giugno con la quale la commissione prefettizia ha comunicato al piano di Zona S1 «l'inopportunità di conferire incarichi e costituire rapporti di lavoro in qualsiasi forma, in vista dell’imminente adozione di un nuovo soggetto giuridico cui sarà affidata la gestione del piano di Zona». Ovvero la costituzione della società consortile, sulla quale i sindaci dei comuni dell'ambito hanno cominciato a ragionare solo di recente, col compito di gestire il piano. Scafati resterà ente capofila.

La selezione finita nella bufera, invece, è stata avviata il 12 aprile scorso e si è conclusa il 5 giugno con la nomina dei vincitori. A sollevare il caso agli inizi del mese sono stati il consigliere indipendente Eugenio Lato e il consigliere di opposizione Alberto Milo. Proprio quest'ultimo ieri è ritornato sull'argomento. «Più che improntitudine - ha attaccato - questa vicenda testimonia la sfacciataggine di un sindaco, che pur di difendere una manifesta ed evidente ingerenza nell'assunzione della cognata, si rifugia dietro la selezione pubblica. E dietro il fatto che il comune capofila è gestito da una commissione nominata dal ministero degli Interni. Allora, caro sindaco, spiegaci come mai la stessa commissione ha chiesto al piano di zona, che ha eseguito la selezione, di annullarla in autotutela. Probabilmente il familismo ha destato preoccupazione».

Soddisfazione per la doppia revoca è arrivata anche dagli attivisti di Scafati in Movimento. «Ringraziamo la commissione prefettizia del comune di Scafati - hanno detto - per aver ristabilito la legalità e la correttezza di una procedura che aveva fatto già molto discutere. Ora basta, lo diciamo noi: al piano di zona è finita la pacchia».

Il Mattino di Salerno del 16 giugno 2018

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