Il vicesindaco molla Ferraioli: È mancata la svolta promessa

Pubblicato il da Roberta Salzano

Si è dimesso ieri mattina il vicesindaco Giuseppe D'Ambrosio. Le motivazioni del suo passo indietro sono state spiegate con una nota, ma non risultano ancora formalizzate al protocollo del Comune. <<Non ho lasciato prima perché ho voluto lottare con coraggio dall’interno e perché ho deciso di rispettare fino alla fine le quasi 4500 persone che nel 2015 hanno riposto in me la fiducia per un cambiamento - ha detto - Purtroppo il cambiamento che avrebbe dovuto portare legalità, trasparenza, democrazia e pace sociale non c’è stato. Non si governa una città evitando di andare in consiglio comunale per problemi interni e poi scaricare le responsabilità sul presidente Giordano>>.
Dimissioni a orologeria quelle del vicesindaco, che arrivano dopo mesi di assenza in giunta e si inseriscono nelle manovre di riorganizzazione del centro destra avviate dall'onorevole Edmondo Cirielli, insieme al capogruppo di Fdi Ivan Lanzione e al presidente del consiglio comunale Gianluca Giordano; entrambi passati da sostenitori dell'amministrazione Ferraioli a suoi oppositori, pur continuando fino ad alcuni mesi fa a sostenere il suo operato. Sullo sfondo gli scontri tra il sindaco Cosimo Ferraioli, il presidente Giordano e dodici consiglieri di opposizione a causa della mancata approvazione del rendiconto di gestione 2018 e della surroga di Alfredo Pauciulo

Due i consigli convocati da Giordano; quello del 21 giugno al quale Ferraioli e cinque capigruppo si sono presentati in seconda convocazione, puntando i piedi per il mancato inserimento della surroga del dimissionario Pauciulo. Quello del 1 luglio durante il quale le dimissioni di Pauciulo, pervenute via pec una settimana prima, anche se inserite all'ordine del giorno da Giordano sono state giudicate irrituali e non messe ai voti. Mentre il rendiconto è stato bocciato per la seconda volta dalle opposizioni, nonostante il consiglio non fosse legalmente costituito. Aspetti sui quali ora si attende la pronuncia della Prefettura di Salerno, che il 28 giugno ha diffidato il presidente Giordano, il primo cittadino e l'ex segretario Tedesco ad approvare il rendiconto entro quindici giorni. Ferraioli con una nota ha invitato Giordano a convocare una nuova seduta, fissata per il 9 e il 10 luglio
 
IL BRACCIO DI FERRO
 
Ma il rendiconto non è stato inserito perché, come hanno risposto in una missiva Giordano e il vicepresidente Alberto Milo, è stato già discusso. Un braccio di ferro, per tentare di ribaltare la maggioranza, sul quale pesa inoltre la scadenza dell'incarico del presidente il prossimo 10 luglio e le convocazioni decise da Giordano senza tenere conto delle assenze per motivi di salute e personali di alcuni consiglieri della maggioranza. Circostanze, che hanno impedito a Ferraioli lo svolgimento dei lavori, e giovedì sono state oggetto di una dura contestazione da parte della forzista Carmen Fattoruso in conferenza dei capigruppo.
 
Il Mattino di Salerno del 6 luglio 2019
Il vicesindaco molla Ferraioli: È mancata la svolta promessa

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