Truffe al cimitero, indagati in cinque

Pubblicato il da Roberta Salzano

Falsificavano le marche da bollo applicate sulle pratiche amministrative e promettevano i pagamenti per inumazioni ed esumazioni al cimitero. Invece intascavano le somme dagli utenti senza versarle sul conto corrente del Comune. Il gip del tribunale di Nocera Inferiore, Giovanni Pipola, ha notificato cinque avvisi di garanzia ai due ex custodi del cimitero, all'ex responsabile dell'unità operativa semplice servizi cimiteriali e agli ex necrofori. I fatti risalgono ad agosto del 2016. Ai cinque sono stati contestati i reati di truffafalsità materiale e concorso in corruzione. Secondo le indagini svolte dagli inquirenti, in due casi il personale in forza al camposanto si è fatto consegnare rispettivamente 2.500 e 1.500 euro in contanti per l'acquisto di due loculi. Ma le somme non sono state mai corrisposte all'ente di piazza Crocifisso. Il gip ha rigettato parzialmente la richiesta avanzata dal pubblico ministero di applicare le misure cautelari personali verso l'ex custode, nei confronti del quale è stata disposta la confisca dei beni e il sequestro preventivo di 31mila euro, a titolo di oneri concessori intascati indebitamente, per eseguire inumazioni ed esumazioni.

LE SOSTITUZIONI

L'inchiesta ha portato l'ex segretario generale, Domenico Gelormini, a sostituire a settembre del 2016 gli ex becchini assunti attraverso l'agenzia interinale Manpower. E a disporre il trasferimento dell'ex custode in un altro ufficio. L'altro è stato collocato in pensione.
Obiettivo garantire la rotazione del personale impegnato nelle attività di inumazione ed esumazione e «limitare il consolidarsi di relazioni, che possono alimentare dinamiche improprie nella gestione amministrativa del cimitero».
 
Le indagini sono proseguite e nei giorni scorsi è toccato anche ai nuovi custodi, sospesi dal servizio con interdizione dai pubblici uffici per un anno e divieto di dimora, perché indagati per truffa, abuso d'ufficio e violazione di sepolcro. In concorso tra loro e in cambio di regalie, i due consentivano le sepolture di cittadini non residenti a tariffe più basse, servendosi di autocertificazioni di residenza false. Coinvolto anche uno dei becchini licenziati nel 2016.

Sul fronte interno, infine, il 4 giugno è stato disposto il sequestro di alcune aree del cimitero perché in condizioni igienico-sanitarie precarie. I criptoportici sono stati interessati da interventi di restyling in regime di somma urgenza, per 18mila euro, mentre la sala dei necrofori e l'area per lo smaltimento dei rifiuti sono ancora sotto sequestro, tra difetto di competenza e atti errati da parte dell'Avvocatura
 
Il Mattino di Salerno del 15 ottobre 2019
Truffe al cimitero, indagati in cinque

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