Illuminazione, accordo revocato: il Tar sconfessa il Comune

Pubblicato il da Roberta Salzano

Il Comune revoca per gravi inadempienze il contratto al concessionario della pubblica illuminazione, la società ricorre al Tar di Salerno e ottiene la sospensione del provvedimento emesso a settembre dal responsabile dell'ufficio patrimonio. L'udienza pubblica per la trattazione nel merito della vicenda è stata fissata a maggio del 2020. Fino ad allora il servizio continuerà a essere gestito dalla società, per evitare <<l'interruzione del servizio e di vanificare gli investimenti effettuati dal concessionario>>.  

 
A dicembre del 2017 la gara per affidare in concessione a privati la gestione della pubblica illuminazione per ventidue anni è stata aggiudicata a Fenix Consorzio Stabile, con sede legale a Bologna, per un valore di 13 milioni di euro, dietro il pagamento di un canone mensile di 55mila euro, per 22 anni.
 
L'ANTICORRUZIONE
 
Poi a marzo del 2018 Fenix ha costituito la Angri illuminazione scarl: la società di progetto con sede a Pompei, dove il direttore amministrativo Francesco Mirante risulta coinvolto in un'inchiesta per presunte tangenti riguardo la gestione dei servizi cimiteriali, controllata a sua volta dalla Mirca srl alla quale sono stati intestati 42 contatori di energia elettrica in città. Proprio l'assetto societario è finito al centro delle polemiche, determinando a novembre dell'anno scorso l'annullamento in autotutela degli atti da parte del responsabile del procedimento. 
Ancora prima, a ottobre, l'ex sindaco Cosimo Ferraioli ha scritto all'Anac chiedendo ragguagli sull'organizzazione delle società. E l'Authority ha confermato la violazione del codice sui contratti da parte dell'Angri illuminazione scarl, gestita per intero da una società che non ha partecipato ad alcuna gara.
 
Il Mattino di Salerno del 13 novembre 2019
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