Corte dei Conti all'attacco, crediti e bilanci nel mirino

Pubblicato il da Roberta Salzano

La scure della Corte dei Conti travolge il Comune di Angri. Riflettori della magistratura contabile puntati sui bilanci consuntivi prodotti dall'ente di piazza Crocifisso dal 2016 a oggi. Nel mirino sono finiti gli scarsi incassi prodotti dall'ufficio Entrate, costituito dall'amministrazione Ferraioli durante la prima consiliatura con la nomina di un consulente esterno, proprio per recuperare la tassa sui rifiuti

Ma in questi anni, complice l'esigua attività di accertamento condotta dagli addetti ai lavori, la percentuale di recupero è stata così bassa da finire più volte nel mirino della responsabile dei servizi finanziari. In un dettagliato report la ragioniera capo ha infatti messo nero su bianco, che i mancati introiti tolgono all'ente la disponibilità di spesa. Una circostanza che non riguarda solo la tassa sui rifiuti ma tutte le entrate, che il Comune non è riuscito a incamerare in questi ultimi quattro anni. Oltre a Imu e Tari, dei quali 11 milioni di euro pur iscritti in bilancio sono stati persi dall'ente di piazza Crocifisso e dalla Soget a causa dei ricorsi presentati dalle industrie conserviere davanti alla commissione tributaria regionale, si aggiungono i mancati incassi dei fitti degli alloggi popolari e le sentenze milionarie relative agli espropri dei fondi occupati dai prefabbricati leggeri. È il caso della vertenza degli Eredi Vaccaro, ai quali dopo il sisma degli anni '80 è stato espropriato un fondo adiacente allo stadio Novi per la realizzazione di container leggeri. I giudici della Suprema Corte hanno condannato il Comune al pagamento di tre milioni di euro in favore dei proprietari. 
 
L'INDENNIZZO
In primo grado una consulenza tecnica di parte ha riconosciuto ai privati un indennizzo da 300mila euro. Ma è stata impugnata in Corte di Appello dai Vaccaro e si è giunti al riconoscimento di un indennizzo di 2 milioni di euro. Considerato, che solo il valore degli interessi maturati in questi anni ha raggiunto poco più di un milione di euro. I giudici della Corte di Appello hanno respinto il ricorso degli Eredi, riconoscendo loro solo il pagamento della sorta capitale, pari a poco più di 400mila euro. Una vicenda che ai trascina dal 1982 e che nessuna delle amministrazioni che si sono avvicendate ha risolto in via definitiva. 
 
Il Mattino di Salerno del 25 novembre 2020
Corte dei Conti all'attacco, crediti e bilanci nel mirino

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