Appalti e tangenti, arrestato il sindaco di Ischia Giosi Ferrandino. Dirigente chiama in causa D'Alema

Pubblicato il

Il sindaco di Ischia, Giuseppe Giosi Ferrandino (Pd) e altre nove persone, tra cui i dirigenti del colosso delle cooperative Cpl Concordia, sono state arrestate dai carabinieri del comando tutela ambiente, nell'ambito di una inchiesta della procura di Napoli sulle tangenti pagate, per la metanizzazione dei comuni dell'isola verde. La stipula fittizia di due convenzioni nell'albergo della famiglia, per un totale di 330 mila euro; l'assunzione come consulente del fratello e almeno un viaggio in Tunisia: sarebbe stato questo, secondo l'accusa, il prezzo pagato dalla Cpl per la corruzione del sindaco di Ischia, Giosi Ferrandino, arrestato perché «era diventato una sorta di factotum al soldo della Cpl».

Opere non a norma, con rischi per la sicurezza dei cittadini, sostiene la Dda di Napoli, dopo le dichiarazioni rilasciate a giugno 2014 dal pentito Antonio Iovine. Secondo l'ipotesi accusatoria, la Cpl si sarebbe aggiudicata l'appalto con l'appoggio della fazione dei Casalesi, guidata da Michele Zagaria; i subappalti sarebbero stati poi distribuiti alle ditte locali indicate dai boss. Zagaria ne ha fatto un elenco dettagliato, indicando anche le anomalie nello svolgimento dei lavori. Anomalie che i magistrati hanno voluto verificare, inviando di recente le ruspe a Casal di Principe: dagli scavi, coordinati dai carabinieri del Noe di Caserta effettuati in corso Umberto, è emerso che le tubature erano state interrate a 30 centimetri di profondità invece che ai 60 previsti dalla normativa, mettendo a rischio la sicurezza della popolazione.

In carcere, su disposizione del gip Amelia Primavera, sono finiti oltre al sindaco di Ischia il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile delle relazioni istituzionali del Gruppo Cpl Concordia, Francesco Simone, l’ex presidente Roberto Casari (andato in pensione il 30 gennaio scorso, ma secondo l’accusa ancora «regista» degli affari della cooperativa), il responsabile commerciale dell’area Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il presidente del consiglio di amministrazione della Cpl distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimiliano D’Errico.

Arresti domiciliari, invece, per il dirigente dell’ufficio tecnico del comune di Ischia Silvano Arcamone mentre per Massimo Continati e Giorgio Montali, rispettivamente direttore amministrativo e consulente esterno della Cpl è stata disposta la misura cautelare dell'obbligo di dimora nel comune di residenza. I reati contestati vanno dall’associazione per delinquere alla corruzione (anche internazionale), dalla turbata libertà degli incanti al riciclaggio, all’emissione di fatture per operazioni inesistenti.

In una delle intercettazioni agli atti dell'inchiesta, Francesco Simone, dirigente della Cpl arrestato, chiamerebbe in causa Massimo D'Alema sottolineando la necessità di "investire negli Italiani europei dove D'Alema sta per diventare commissario europeo" in quanto "... D'Alema mette le mani nella merda come ha già fatto con noi ci ha dato delle cose". "Certamente ho rapporti con Cpl Concordia ma è un rapporto del tutto trasparente, che non ha comportato né la richiesta da parte loro né la messa in opera da parte mia di illeciti di nessun genere. Non ho avuto alcun regalo e nessun beneficio personale". Così Massimo D'Alema, in relazione all'inchiesta della procura di Napoli. "Do mandato all'avvocato Gianluca Luongo di difendere la mia reputazione in ogni sede", ha concluso.

Giosi Ferrandino

Giosi Ferrandino

Con tag Cronaca

Per essere informato degli ultimi articoli, iscriviti:
Commenta il post