Bologna, in 200mila alla marcia di Libera

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Corteo di Libera e Avviso Pubblico a Bologna per la giornata in memoria delle vittime della mafia. Ad aprire il serpentone, composto da circa 200mila persone secondo gli organizzatori, i familiari delle vittime, dietro una gigantesca bandiera della pace, quindi i gonfaloni delle città. Tante le presenze istituzionali alla marcia, dal presidente del Senato Piero Grasso alla presidente della commissione antimafia Rosi Bindi al ministro del Lavoro Giuliano Poletti. Una decina di attivisti dei Giovani comunisti-Prc di Bologna ha inscenato una minicontestazione contro il Pd e il ministro del Lavoro Giuliano Poletti, presente alla manifestazione di Libera a Bologna. "Aemilia? Questo è il sistema Pd, antimafia è anticapitalismo", è la scritta apparsa su uno striscione durante il percorso della manifestazione.

"Per respingere le mafie, la corruzione e la criminalità organizzata servono leggi radicali, non leggi di compromesso, non leggi monche", ha argomentato il fondatore di Libera don Luigi Ciotti, secondo cui "corruzione e mafia sono due facce della stessa medaglia: la corruzione è l'avamposto che permette alle mafie di fare affari e raggiungere i suoi obiettivi". Sulla corruzione è intervenuto anche Grasso: "Al Senato - ha detto - ho fatto di tutto e penso di aver raggiunto un primo passo importante. Ho piantato una bandierina, cercheremo di andare avanti e di far sì che queste norme non vengano annacquate. Certo, approvare leggi efficaci non è compito mio, come presidente del Senato posso solo dirigere i lavori". E a chi gli domandava una replica all'appello di don Ciotti affinché le leggi anticorruzione e antimafia siano radicali, non monche o di compromesso, Grasso ha risposto che su questo "ci deve essere la volontà politica di tutti i parlamentari".

Bologna, in 200mila alla marcia di Libera

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