Mafia Capitale, pacchetto Roma all'esame il 27 agosto

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Il "pacchetto Roma" arriverà in Consiglio dei ministri il prossimo 27 agosto, alla prima riunione dopo la pausa estiva. E non riguarderà soltanto le misure relative al Campidoglio dopo quanto emerso dall'inchiesta su Mafia capitale, che prevedono una sorta di tutoraggio di ampi settori dell'amministrazione, ma tutta una serie di provvedimenti ad hoc per la città. Bisognerà dunque aspettare ancora una ventina di giorni per capire quale strada prenderà il governo anche se, è stato lo stesso Matteo Renzi ad annunciarlo durante la conferenza stampa al termine del Cdm di ieri, "non ci saranno sorprese". E, dunque, il comune di Roma non verrà sciolto per infiltrazioni mafiose, in linea con quanto suggerito sia dal prefetto Franco Gabrielli nella sua relazione al Viminale sia dal procuratore di Roma Giuseppe Pignatone in audizione all'Antimafia, andando controcorrente rispetto alla relazione prefettizia che, invece, aveva indicato come unica strada quella dello scioglimento.

Sia palazzo Chigi sia il Viminale sottolineano che dietro la scelta di rinviare la decisione su Roma non c'è alcuno scontro tra Alfano e il premier. Il rinvio, si sostiene, è stato concordato tra i due. Tecnicamente, dicono dal Viminale, Alfano era pronto a presentare la relazione ieri, e lo ha ripetuto anche poco prima del Cdm quando gli è stato chiesto. Ma, vista la delicatezza della vicenda, è stato deciso di lasciare un margine più ampio per un ulteriore approfondimento. Una scelta fatta "collegialmente". La decisione ci sarà dunque il 27 e farà parte di un pacchetto più ampio.

Mafia Capitale, pacchetto Roma all'esame il 27 agosto

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