Ricorsi Tari, l'ex sindaco non si costituisce: il Comune perde 90mila euro

Pubblicato il da Roberta Salzano

Stangata da 90mila euro per il comune di Angri, che non si costituisce in giudizio. La ottava sezione della commissione tributaria di Salerno ha accolto i ricorsi presentati a dicembre dell'anno scorso da quattro aziende contro il pagamento della tassa per lo smaltimento dei rifiuti. Le società - difese dal legale Ettore De Rosa - hanno contestato «l'infondatezza della pretesa fiscale» applicata alle superfici destinate all'attività produttiva, che risultano escluse dal pagamento della Tari. Si tratta di Campania Plastica, Trans Isole, Simeone Pneumatici e Officine Pignataro. Le fabbriche hanno inoltre chiesto l'annullamento degli avvisi Tari 2014, della tassazione delle superfici che ospitano gli uffici e la riduzione degli importi per le aree destinate al carico e allo scarico merci, e al transito pedonale.

La commissione ha escluso il pagamento della tassa solo per gli spazi destinati alla produzione. Respinti il difetto di motivazione e il vizio di notifica degli avvisi recapitati attraverso un'agenzia privata piuttosto che Poste Italiane. A marzo invece a finire sotto i riflettori è stata la delibera con la quale il consiglio comunale ha approvato a settembre del 2014 il regolamento Tari, che secondo i conservieri introduce un regime di assimilazione che li obbligherebbe a corrispondere all'ente di piazza Crocifisso anche lo smaltimento dei materiali speciali, già tassati. Con il risultato che per i conservieri potrebbe profilarsi un raddoppio degli oneri. Sul caso l'ex amministrazione Mauri era intervenuta richiamando una risoluzione del ministero, che esonerava il pagamento della Tari dalle aree produttive, alla quale i Comuni avrebbero dovuto fare riferimento. Le aziende hanno deciso di impugnare davanti al Tar di Salerno il provvedimento approvato in consiglio e ora si attende l'esito dei ricorsi.

Fonte: Il Mattino di Salerno del 15 novembre 2015

Pasquale Mauri

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