Movida - Rilievi Arpac ko nelle abitazioni dei ricorrenti di via di Mezzo, il prefetto richiama Ferraioli
ANGRI - Movida in via di Mezzo, non eseguite le misurazioni fonometriche presso i domicili dei residenti ; il prefetto di Salerno richiama il Comune e l’Arpac. Si tratta di un terzo sollecito dopo quello effettuato il 13 gennaio e l’8 marzo scorsi rimasti tuttora lettera morta.
A dicembre il primo cittadino, Cosimo Ferraioli, dopo aver sospeso su richiesta di sedici consiglieri l’ordinanza contente contenente le disposizioni per tutelare la sicurezza e la vivibilità urbana, l’ha riproposta con la precisazione, che l’Arpac dopo i rilievi di ottobre avrebbe dovuto eseguire ulteriori approfondimenti presso le abitazioni dei residenti, che hanno presentato e vinto il ricorso al Tar di Salerno. E che ancora attendono dall’ente di pizza Crocifisso il risarcimento delle spese sostenute, come stabilito dal tribunale amministrativo.
Sul tema il 5 ottobre scorso si è svolta una seconda conferenza di servizi in Prefettura, a margine della quale Ferraioli ha deciso - in via sperimentale dal 1 dicembre fino al 1 marzo scorso - di ordinare alle attività di somministrazione di alimenti e bevande la chiusura entro l'una nei giorni feriali ed entro le due nei giorni festivi. Secondo il provvedimento, inoltre, i distributori automatici di bevande non avrebbero potuto erogare alcolici dopo la mezzanotte e non sarebbe stato consentito - oltre questo orario l'intrattenimento musicale. Con l’eccezione per le attività di vicinato, i ristoranti e le pizzerie, che svolgono servizio a tavoli.
Una misura tampone e non definitiva, che con l’arrivo della bella stagione non cancella i disagi vissuti dai residenti. E che si scontra inoltre con l’assenza di controlli, che di fatto impediscono l’applicazione delle sanzioni previste per i trasgressori, variabili da 25 a 500 euro.
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